MARIO FRESA, Svenimenti a distanza, Il Melangolo, Genova 2018. Ci piace parlare oggi dell’ultimo libro di un notevole poeta di...
Poesia e autismo: Autism Spectrum di Patrizia Sardisco (Arcipelago Itaca, 2019) di Giuseppe Martella
Poesia e autismo: Autism Spectrum di Patrizia Sardisco (Arcipelago Itaca, 2019) di Giuseppe MartellaCaratterizzato da una densità fonosimbolica pari a...
Alcune osservazioni su Restare vivi di Riccardo Olivieri (Passigli, 2023) Per comprendere il senso di Restare vivi, la più...
Negli inediti che oggi Federico Italiano ci consegna c’è un’attenzione al liminale, al marginale, allo scarto. La sua è,...
Ultimamente la poesia cerca con insistenza nuove strade – e pare le trovi. Si avventura in nuovi spazi al di...
ALEX RAGAZZINILA SISMA E AL SPE? (Il Vicolo, Cesena 2019)
Lettura di Clery Celeste
Alex Ragazzini in questa delicatissima rosa di quartine in dialetto romagnolo “L’ansietà e le spine” tradotto in italiano, pubblica Il vicolo (Cesena, 2019), affronta con capacità tecnica il sottile limite tra piacere e dolore.
La rosa è infatti il simbolo per eccellenza che manifesta bellezza e rischio; la rosa è bella da toccarne i petali, da annusarne il profumo ma ti ferisce se ti avventi incauto, si protegge con una linea verticale di spine. Questo di Ragazzini pare il percorso in versi di una formica che risale lo stelo: come spina dopo spina le poesie si snodano in una fatica che ha un sapore dolce-amaro, di tensione fisica fino al morbido dei petali. “Che cosa è che così ci danna/ Uguale al male infine?/ La fitta che ci pare lontana/ Il lieve toccarci delle spine.” Nelle poesie di Alex Ragazzini il poeta è un uomo piccolo, minuscolo, che si mette al servizio della bellezza. Pare che il poeta qui abbia una lingua tutta sua, ritirata al necessario, fatta di nodi semantici centrali, di pianeti attorno cui ruotare incessantemente. Pare una stessa poesia riscritta, rivoltata infinite volte. Ma cosa è la voce del poeta se non un cercare quel suono che rende riconoscibile la richiesta? Ragazzini con queste quartine risponde concentrandosi sui temi come “ansia, dolore, guadagno, giovinezza e vecchiaia, amore e perdita”, ci dice lui stesso dalla nota finale al libro.
Juan Gustavo Cobo Borda uno dei padri della “Generazione senza nome” della poesia colombiana ci ha lasciati Juan Gustavo Cobo...
A cura di Daniele Maria Pegorari Nella sua antologia della Poesia civile e politica dell’Italia del Novecento (2011) Ernesto Galli...











