Michele de Virgilio, Tutte le luci accese – Poesie 2011-2017, Ladolfi 2018Nota di lettura di Alfonso Guida Qui non si...
“Sei venuto a riprendermi, Orfeo malato, […] /portami con te, non voltarti, / conducimi alla luce del giorno /...
Su “Exfanzia” di Valerio Magrelli (Einaudi, 2022) A cura di Angelo Di Carlo Quella di Magrelli continua a segnalarsi, in...
Tra morte e compassione: gli scarni versi di Ungaretti come atto d’amore In agguato in queste budella di macerie...
Renato Fiorito, Andromeda, Giuliano Ladolfi Editore, 2017Sul limitar del cielo il canto quiete
Lettura di Giovanni Pistoia
È breve il tempo della nostra vita
ma quando la favilla più non brucia
risplende ancora la brace che l’accese.
R. Fiorito
Poesia colta, versi felpati, tensione lirica, considerazioni filosofiche, religiose o, comunque, spirituali. Narrazione poetica dall’andamento pacato, come un silenzioso calpestio di sentieri. Sul limitar del cielo, ai confini pericolosi e affascinanti dell’esistenza, il canto quieto di Renato Fiorito. Uno sguardo alle stelle oltre le stelle, un perdersi nel cosmo dei misteri, un ritrovarsi nel più piccolo dei semi, nel più invisibile dei batteri. L’io lirico del poeta si manifesta sin dai primi versi, netti, chiari, perentori: scintilla di un attimo, attento e dignitoso verso l’infinito sconosciuto; cenere certo ma non prima d’essere uomo; frammento di tempo, materia e spirito, energia e sostanza di cielo:
Sul limitare del cielo, / io, scintilla di un attimo, / canto l’infinito. / Guardo l’eterno / e prima di essere cenere / misuro da questo / la mia grandezza / e la mia miseria. / Infinite galassie, / origine e fine della creazione, / dimorano nella mente. / Intuisco mondi paralleli / di cui non so nulla. / Vedo la fatica dei padri, / le lotte e le sconfitte, / e so che tutto è avvenuto / perché io esistessi.
Appena mi sono accinto a leggere l’opera di Marco Nicastro, Poesia in (s)vendita. Saggi irriverenti sulla poesia, l’editoria e...
Tommaso Urselli Oggi ti sono passato vicino Ensemble, 2020 pp.102, euro 12,00 . Tommaso Urselli – classe 1965 – ha...
Un passaggio verso il fuoco: “Passeggeri solitari” di Stefano Lorefice «Perché noi portiamo il fuoco». L’occhio cade subito sulla...
Il poeta omicida dell’io Per scrivere poesia occorre amputare l’irrilevante, essere senza pietà, imbavagliare l’io. Il poeta deve uccidere i...










