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Luca Ariano La memoria dei senza nome Prefazione di Alberto Bertoni Il Leggio, 2021 . “Un libro compatto e autenticamente...
Leggere Sohrāb Sepehri è come immergersi in una vasca nel placido giardino di un alcazár. Una colomba tuba, il sole...
“L’ala virata” (peQuod, marzo 2023, collana Rive, con prefazione a cura di Roberto Deidier) di Davide Gariti si delinea come...
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Poesia e autismo: Autism Spectrum di Patrizia Sardisco (Arcipelago Itaca, 2019) di Giuseppe MartellaCaratterizzato da una densità fonosimbolica pari a...
Chi conosce la vita e l’esperienza di Giusi Busceti (e io sono fra questi) può avanzare un’interpretazione “privata” del...
Nella sua monografia su William Congdon, Morasso confessa di essere stato «colpito nel vivo», dalla rara capacità di questo pittore...
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La critica è morta, viva la critica! In mezzo ad una pressoché totale geremiade sullo stato della critica, da cui...
Giuliano Ladolfi - "L'orlo del tempo" (Ladolfi editore, 2018)
Lettura di Gabriella Mongardi
L’orlo del tempo: un titolo intensamente poetico per un romanzo tenero e delicato, malinconico ed elegante, che attraverso la vita di tre personaggi e i loro rapporti dipinge l’affresco di una generazione e di un’epoca, gli anni che vanno dal 1968 al 2008, caratterizzati da profondi mutamenti economici, sociali e culturali – il passaggio da un mercato nazionale a un mercato globalizzato, la contestazione giovanile, l’irruzione del relativismo – colti da una prospettiva “privata” e “provinciale”. Ambientato quasi interamente nel Piemonte orientale, tra Borgomanero e Stresa, il romanzo vale anche come testimonianza della trasformazione di un tessuto sociale che i personaggi sembrano subire senza riuscire a coglierne gli elementi di positività, legati come sono alla loro adolescenza, al rifiuto di invecchiare, alla permanenza del passato: attaccati come sono – verrebbe da dire – all’orlo del tempo, nel tentativo impossibile di fermarlo.
Nel romanzo, suddiviso in quattro parti, il tempo è scandito per decadi. La prima parte comprende tre capitoli, intitolati ciascuno a uno dei personaggi principali e a un anno: “1968 Valentino”, “1978 Guido” “1988 Luisa”: fra i tre, non ancora ventenni del 1968, esiste un aggrovigliato rapporto di amicizia-ammirazione-rivalità-amore i cui fili si allungheranno, variamente sdipanandosi e intrecciandosi, fino alla fine del romanzo.









