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Recensioni

Massimo Morasso, L’opera in rosso

morasso lopera in rosso

 

CriticaPoesia italiana

June Scialpi, “La condotta del simbionte” (La Collana Isola, 2023)

Immaginario della contaminazione: simbiogenesi e xenofemminismo come metafora della transness   La Condotta del simbionte è la plaquette di June...
CriticaSaggi sulla poesia contemporanea

Cristina Campo, La mano, la bellezza, l’altra terra – 5 liriche per un addio (di Marina Agostinacchio)

Cristina Campo La mano, la bellezza, l’altra terra 5 liriche per un addio   Premessa: lo scopo di questo breve...
Foto di proprietà dell'autore.
CriticaPoesia italiana

Marco Aragno, “Sonder” (PeQuod, 2023)

“Sonder” è un termine che lo stesso autore dice di avere scelto dal dizionario francese per indicare l’atto dello scandagliare;...
CriticaPoesia italianaRecensioni

Stefano Massari, “Macchine del diluvio” (MC Edizioni, 2022) – Nota di Antonio Fiori

Le macchine del diluvio di Stefano Massari A cura di Antonio Fiori Stefano Massari ritorna quest’anno alla poesia dopo un...
Recensioni

Davide Brullo “Gries” (Nino Aragno, 2019) – Lettura di Clery Celeste


BRULLO GRIES COPERTDavide Brullo - "Gries" (Nino Aragno editore, 2019) 

Lettura di Clery Celeste 


La poesia di Brullo non ci fa stare sereni. Se volete una poesia che non chieda, che non scavi nel dubbio, che non vi bruci, leggete altro, non leggete niente di Davide Brullo. Gries è una narrazione in versi che chiede continuamente attenzione, che passa dalla visione alla denuncia, alla folgorazione. Brullo è un creatore di mondi, dalla parola fa nascere creature animali e umane che convivono tra realtà e simbolismo.

I livelli di lettura di ogni singolo verso possono essere molteplici e contemporanei, la poesia di Davide ti trascina un verso dopo l’altro in questa foresta intricata di immaginazione. Non è però un verso che procede solo per costruzione di immagini: Brullo inserisce dialoghi, frasi che sono folgorazioni e denunce dal tono profetico. Stiamo assistendo all’utilizzo più delicato della parola, l’enunciato è un monito continuo. Nell’esatto momento in cui ci stiamo immergendo tra ghiacciai e giaguari ecco che irrompe un verso che apre la pagina, siamo costretti a tornare indietro. Come siamo arrivati a questo? Quando Brullo ci fa sentire al sicuro nella sua visione, la stiamo finalmente abitando anche noi, è esattamente quello il momento della caduta, e nella caduta o sentiamo freddo o sentiamo troppo caldo. Nella sua poesia non si sta comodi, non si sta mai a proprio agio.

CriticaPoesia italianaRecensioni

Nicola Bultrini, “Figurae (2004-2024)” (Amos, 2025)

  Lo stralcio di introduzione e le poesie seguenti sono tratte dall’ultimo numero (121/2026) della rivista cartacea Atelier.    ...
Recensioni

Cesare Viviani, La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che… (il melangolo 2018) – Lettura di Giuliano Ladolfi

Cesare Viviani, La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che…(il melangolo, 2018) LA POESIA E’ VERAMENTE FINITA? di Giuliano...
CriticaPoesia italiana

Emilio Paolo Taormina, “Poesie scritte all’aria aperta” (Ladolfi Editore, 2023)

Una valanga di scintillanti poesie, tutte senza titolo alcuno, si snocciola in queste pagine, tutte avvolte dalla freschezza dell’aria aperta,...
CriticaPoesia italianaRecensioni

Sergio Cicalò, “Gli occhi chiusi e lo specchio” (Marco Saya Edizioni, 2023)

  Chiudere gli occhi può avere tanti significati: prima di tutto, non vedere più quello che succede intorno a noi...
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