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Critica

Anteprima editorialeRecensioni

«Il giorno si annienta nella notte, la terra sconfina nell’altrove». Su “Versi a Dio” (Crocetti, 2024) – Anteprima editoriale

La poesia, prima orale e poi scritta, nasce in tutte le civiltà come forma d’arte strettamente connessa alla sfera sacrale,...
CriticaPoesia italianaRecensioni

Daniela Pericone, “Corpo Contro” (Passigli, 2024)

  «Aspettiamo qualcosa la cui apparizione sarebbe il suo svanire» ci dice Mark Strand nel densissimo testo con il quale...
CriticaPoesia italianaRecensioni

Stefano Vitale, Si resta sempre altrove: nota di Antonio Fiori

Stefano Vitale Si resta sempre altrove Prefazione di Alessandro Fo. Postfazione di Alfredo Rienzi puntoacapo, 2022   . In questa...
© Fotografia di Dino Ignani
CriticaPoesia italiana

Raffaela Fazio, “Gli spostamenti del desiderio” (Moretti&Vitali, 2023)

Gli spostamenti del desiderio (Moretti&Vitali, 2023), diviso in sei sezioni, si giova di una quarta di copertina a firma di...
CriticaPoesia italianaRecensioni

Annamaria Ferramosca, Per segni accesi

Annamaria Ferramosca Per segni accesi Prefazione di Maria Grazia Calandrone Giuliano Ladolfi Editore, 2021 pp.92, euro 12,00 . Annamaria Ferramosca,...
CriticaPoesia estera

Marian Drăghici, “Illimitato – De necuprins” (Giuliano Ladolfi editore, 2023)

Marian Drăghici si distingue nella lirica contemporanea per l’audace tentativo di scrivere il “Libro della sua vita”, sempre rivisto, levigato,...
CriticaPoesia italiana

Diego Riccobene – “Synagoga” (Fallone Editore, 2022)

Per capire la natura interna di Synagoga bisognerebbe muoversi verso latitudini rigorosamente sub specie artis. In questa mediazione tra fughe...
Recensioni

Alex Ragazzini “La sisma e al spen” – Lettura di Clery Celeste

RAGAZZINI COPALEX RAGAZZINI

LA SISMA E AL SPE? (Il Vicolo, Cesena 2019)



Lettura di Clery Celeste

Alex Ragazzini in questa delicatissima rosa di quartine in dialetto romagnolo “L’ansietà e le spine” tradotto in italiano, pubblica Il vicolo (Cesena, 2019), affronta con capacità tecnica il sottile limite tra piacere e dolore.

La rosa è infatti il simbolo per eccellenza che manifesta bellezza e rischio; la rosa è bella da toccarne i petali, da annusarne il profumo ma ti ferisce se ti avventi incauto, si protegge con una linea verticale di spine. Questo di Ragazzini pare il percorso in versi di una formica che risale lo stelo: come spina dopo spina le poesie si snodano in una fatica che ha un sapore dolce-amaro, di tensione fisica fino al morbido dei petali. “Che cosa è che così ci danna/ Uguale al male infine?/ La fitta che ci pare lontana/ Il lieve toccarci delle spine.” Nelle poesie di Alex Ragazzini il poeta è un uomo piccolo, minuscolo, che si mette al servizio della bellezza. Pare che il poeta qui abbia una lingua tutta sua, ritirata al necessario, fatta di nodi semantici centrali, di pianeti attorno cui ruotare incessantemente. Pare una stessa poesia riscritta, rivoltata infinite volte. Ma cosa è la voce del poeta se non un cercare quel suono che rende riconoscibile la richiesta? Ragazzini con queste quartine risponde concentrandosi sui temi come “ansia, dolore, guadagno, giovinezza e vecchiaia, amore e perdita”, ci dice lui stesso dalla nota finale al libro.

Recensioni

Davide Brullo “Gries” (Nino Aragno, 2019) – Lettura di Clery Celeste


BRULLO GRIES COPERTDavide Brullo - "Gries" (Nino Aragno editore, 2019) 

Lettura di Clery Celeste 


La poesia di Brullo non ci fa stare sereni. Se volete una poesia che non chieda, che non scavi nel dubbio, che non vi bruci, leggete altro, non leggete niente di Davide Brullo. Gries è una narrazione in versi che chiede continuamente attenzione, che passa dalla visione alla denuncia, alla folgorazione. Brullo è un creatore di mondi, dalla parola fa nascere creature animali e umane che convivono tra realtà e simbolismo.

I livelli di lettura di ogni singolo verso possono essere molteplici e contemporanei, la poesia di Davide ti trascina un verso dopo l’altro in questa foresta intricata di immaginazione. Non è però un verso che procede solo per costruzione di immagini: Brullo inserisce dialoghi, frasi che sono folgorazioni e denunce dal tono profetico. Stiamo assistendo all’utilizzo più delicato della parola, l’enunciato è un monito continuo. Nell’esatto momento in cui ci stiamo immergendo tra ghiacciai e giaguari ecco che irrompe un verso che apre la pagina, siamo costretti a tornare indietro. Come siamo arrivati a questo? Quando Brullo ci fa sentire al sicuro nella sua visione, la stiamo finalmente abitando anche noi, è esattamente quello il momento della caduta, e nella caduta o sentiamo freddo o sentiamo troppo caldo. Nella sua poesia non si sta comodi, non si sta mai a proprio agio.

Recensioni

Premio Poesia “Città di Borgomanero”

IL CENTRO CULTURALE “DON BERNINI” E IL COMUNE DI BORGOMANERO organizzano IL VENTISEIESIMO PREMIO LETTERARIO “CITTÀ DI BORGOMANERO” REGOLAMENTO: 1) Il premio è...
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  • L’albatro, il bisturi: Gottfried Benn e il poeta contro la storia
  • Sbranare il silenzio. Il sacrificio rituale di Alejandra Pizarnik, la bambina che strozzò la colomba
  • «La vita delle città» tra Carson e Calvino. Su “Come l’acqua” di Anne Carson (Crocetti, 2025)
  • Veronica Chiossi, poesie da “Il coltello sul vassoio” (Molesini Editore, 2025)

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  1. Elena Deserventi: “Fiore di malva”, con commento di Armando Saveriano – Versipelle su Lucia Triolo – Inediti
  2. F. Giordano su «Atelier» - Mario Fresa su Bestia divina, o lo stordimento della rivelazione. (di Federica Giordano)
  3. GIUSEPPINA LESA su AVVISO IMPORTANTE
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