Classicisti, realisti ed ermetici nella poesia in lingua italiana del Novecento. (Tracce, ipotesi e indizi). Il lettore comune…differisce dal critico...
Ci sono voci che identificano luoghi, e da questi luoghi sanno trarre fuori l’anima. Questo sanno fare le voci dei...
Silvio Ramat SU DAVIDE PUCCINI, La stagione del mare – Ladolfi 2018 Un ragazzo di tredici anni, orfano di entrambi i genitori,...
A cura di Antonio Fiori Il warbling dell’armonica a bocca, col suo ritmo sincopato di due suoni sempre più...
saper vedere tutte le torture in successione e saper non-vedere Renata Morresi, Bagnanti, Giulio Perrone Editore, 2013 Chi...
[…] Quando le cose non sono semplici, non sono chiare, pretendere la chiarezza, la semplificazione a tutti i costi,...
Davide Brullo - "Gries" (Nino Aragno editore, 2019)
Lettura di Clery Celeste
La poesia di Brullo non ci fa stare sereni. Se volete una poesia che non chieda, che non scavi nel dubbio, che non vi bruci, leggete altro, non leggete niente di Davide Brullo. Gries è una narrazione in versi che chiede continuamente attenzione, che passa dalla visione alla denuncia, alla folgorazione. Brullo è un creatore di mondi, dalla parola fa nascere creature animali e umane che convivono tra realtà e simbolismo.
I livelli di lettura di ogni singolo verso possono essere molteplici e contemporanei, la poesia di Davide ti trascina un verso dopo l’altro in questa foresta intricata di immaginazione. Non è però un verso che procede solo per costruzione di immagini: Brullo inserisce dialoghi, frasi che sono folgorazioni e denunce dal tono profetico. Stiamo assistendo all’utilizzo più delicato della parola, l’enunciato è un monito continuo. Nell’esatto momento in cui ci stiamo immergendo tra ghiacciai e giaguari ecco che irrompe un verso che apre la pagina, siamo costretti a tornare indietro. Come siamo arrivati a questo? Quando Brullo ci fa sentire al sicuro nella sua visione, la stiamo finalmente abitando anche noi, è esattamente quello il momento della caduta, e nella caduta o sentiamo freddo o sentiamo troppo caldo. Nella sua poesia non si sta comodi, non si sta mai a proprio agio.
Su “RadioGrafie” di Giulio Maffii (Il Convivio Editore, 2022) A cura di Gisella Blanco Nella polisemia dei lessemi componenti la...
L’angelo dalle gambe storte. Il sorriso e il ghigno nelle Ballate nere di Diego Riccobene Del despota accuso il disordine,...
Intendo partire da un dato linguistico, meglio, da una pulizia linguistica, necessaria ad evitarmi deviazioni rispetto al tema del convegno....









