Denis Emorine, Foudroyer le soleil/ Fulminare il sole. Poèmes/ Poesie. Traduits par Giuliano Ladolfi. Traduzione Giuliano Ladolfi, Giuliano Ladolfi editore,...
“Sono arrivato ad un passo da tutto. E qui resto, lontano da tutto, ad un passo”: queste parole di Antonio...
Andrew Marvell (Winestead, 1621 – Londra, 1678) è uno dei poeti più enigmatici della scuola seicentesca dei Metafisici inglesi....
“Die geister, ovvero delle larve” Su Larvae di Diego Riccobene “E la mia Morte, indossala / qual nero corollato /...
Una nuova indagine critica su una specifica generazione di poeti si affaccia sul panorama letterario, a cura di Francesco Napoli...
Da: “L’ascesa della luna” di Andrea Fallani (Giuliano Ladolfi Editore, 2016) Avvisaglie dell’inverno A MIA MADRE Mamma,due sillabe per...
Commento a cura di Antonio Fiori Un’antologia che non t’aspetti, dove i curatori – Luca Ariano ed Emanuela Rizzo...
Ma qui la morta poesì resurga. Dante, Purg. I, 7 I poeti sono specchi delle gigantesche ombre che l’avvenire...
Antonella Vairano “Il mondo s’è fatto male”(CSA editrice, 2019)
Lettura di Clery Celeste
La scrittura di Antonella Vairano è un tamburo che batte costante. Non si ferma, non cede neanche per un attimo a mancare il ritmo. Il mondo s’è fatto male è un libro in cui potete leggere le poesie una di seguito all’altra, i versi spesso raggruppati per sezioni di due paiono dare una parvenza di leggerezza alla pagina, sembra arieggiata, lo spazio vuoto tenta di farvi respirare. In realtà a un certo punto sarete costretti a fermarvi, a fare marcia indietro, a ritornare sui testi. La Vairano è calibrata: vi trascina in un mondo che si è fatto male gradino per gradino, sentite la pesantezza della scala solo a un certo punto e vi chiedete come ci siete arrivati. Eppure non vi sembrava di esser scesi tanto.
Questa di Antonella Vairano è una poesia rivolta a un voi, c’è sempre un destinatario espresso nel testo, quasi per una necessità alla vocazione intesa come chiamata, come chiamata necessaria e ultima. La disperazione c’è ma è nel tono dei testi, come se attraverso la parola poetica ci fosse la necessità di una ultima chiamata al bene, di un ultimo grido possibile. “Guardate/ o non guardate/ che nasco figli/ di un cielo bianco./ Ora andate./ Voltatevi/ o non voltatevi/ a vedermi sparire/ con il coltello nell'osso temporale.”
Ciò che balza all’occhio a una prima disamina della poesia densa e complessa di Silvia Patrizio, al suo esordio nel...










