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Critica

CriticaPoesia italianaRecensioni

Davide Cortese, “Zebù bambino” (Terra d’ulivi, 2021)

In forma ecumenica – termine altresì paradossale date le tematiche proposte da Cortese nella sua ultima creazione, ma non per...
© Fotografia di Clemens-Tobias Lange
CriticaRecensioni

Domenico Brancale, “Dovunque acqua sia voce” (Edizioni degli Animali, 2022)

Perfugium, a proposito di «Dovunque acqua sia voce» di Domenico Brancale   Oggi aspetto Domenico Brancale. Dovremo parlare del suo...
@ Fotografia di Chiara Toscani
CriticaPoesia italiana

“La lingua batte sul ferro”, la poesia operaia di Matteo Rusconi.

  La lingua batte sul ferro, diresti leggendo le poesie di Matteo Rusconi. La lotta e le speranze della classe...
CriticaPoesia italiana

Umberto Piersanti, “Memoria” (Vallecchi, 2023)

Ogni poeta si trova naturaliter a fare i conti con la “memoria”, elemento imprescindibile che viene dispiegato nei versi, sia...
a85 valesio estratto
Saggi sulla poesia contemporanea

da Atelier 85: Alberto Bertoni – “Appunti progettuali per una critica di poesia, oggi”

a85 bertoni estratto

CriticaPoesia italianaRecensioniSaggi sulla poesia contemporanea

Manuel Lantignotti, “Vista parco” (peQuod, 2022)

La nuova collana “portosepolto” di peQuod, diretta da Luca Pizzolitto, ci ha offerto da subito buona poesia, scritta anche da...
Antonio Alleva
Recensioni

Umberto Manopoli su “L’ascesa della luna” di Andrea Fallani (Giuliano Ladolfi Editore, 2016)

Da: “L’ascesa della luna” di Andrea Fallani (Giuliano Ladolfi Editore, 2016) Avvisaglie dell’inverno A MIA MADRE   Mamma,due sillabe per...
Recensioni

Silvio Ramat SU DAVIDE PUCCINI, La stagione del mare Ladolfi 2018

Silvio Ramat SU DAVIDE PUCCINI, La stagione del mare – Ladolfi 2018 Un ragazzo di tredici anni, orfano di entrambi i genitori,...
Recensioni

Fabio Franzin “Corpo dea realtà – corpo della realtà” (puntacapo editore) – Lettura di Piergiorgio Viti

FRANZINCOPFabio Franzin "Corpo dea realtà - corpo della realtà"
(Puntacapo editore)



Lettura di Piergiorgio Viti



Esco di casa dopo aver visto lo struggente “Sorry we missed you” di Ken Loach e mi torna in mente “Corpo dea realtà - Corpo della realtà” (Puntoacapo editore) dell’ottimo Fabio Franzin, letto meno di un mese fa. Il libro, già vincitore del V premio Fortini, e il film sembrano viaggiare su binari paralleli: la precarietà esistenziale e la disgregazione dei rapporti umani, schiacciate entrambe dalle coercitive regole del mondo del lavoro. Sì, quel lavoro che logora, consuma, che sembra in grado di annullare persino la vita stessa dell’autore veneto, classe 1963, poeta-operaio come lo fu, a suo tempo, Luigi Di Ruscio, il quale per anni lavorò in una fabbrica di chiodi in Norvegia. La dura condizione lavorativa, già ampiamente trattata da Franzin nelle precedenti sillogi, come per esempio in “Fabrica” (a quando una ristampa?) assume sempre di più i connotati di un Purgatorio dove la natura umana è continuamente violata. Alla crisi economica, sociale, antropologica non si può che opporre però una sterile resistenza, per cui “Scrivere è cancellare”: al poeta rimangono soltanto le parole, le poche parole “per resistere/, per rimanere a galla nel fondale della storia.”. Paradigma di questa strenua resistenza è il testo “Partigiano della terra”, tra i più notevoli; in una vasta area in cui sorge il centro commerciale di Marcon, l’autore nota l’unica casa contadina rimasta; il “partigiano della terra” , fra mega supermarket, outlet, parcheggi e rotonde, mai arresosi al cancro della speculazione, è lì che continua a vivere la sua vita semplice, arcaica, tuttavia forse per questo più autentica. La condizione da “sopravvissuto” fa dire a Franzin, in una chiusa-manifesto pregna di umana compassione, che “mi sento fratello/ di quest’ultimo partigiano della terra”.
CriticaPoesia italianaRecensioni

Gianfranco Lauretano, “Questo spentoevo” (Graphe.it, 2024)

«Questo spentoevo sta finendo» scrive Gianfranco Lauretano. Si riferisce alla nostra epoca scialba, dominata dal perbenismo e avente come risposte...
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