Daniela Attanasio, “Il tempo non nasce e non muore” (Vallecchi Firenze, 2026) — Anteprima editoriale

 

Daniela Attanasio, nata a Roma, ha pubblicato il suo primo libro di poesia, La cura delle cose, nel 1994. Sono seguiti: Sotto il sole (1999), Del mio e dell’altrui amore (2005), Il ritorno all’isola (2010), Di questo mondo (2013), Vicino e visibile (2017), Vivi al mondo (2023). Come critica ha collaborato per alcuni anni con la rivista letteraria Leggere e con il quotidiano Il Manifesto.

 

 

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a margine di una storia
si accende sempre un fuoco
per cauterizzare una ferita

 

 

 

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questa mattina il buio si è sciolto in un cratere di nuvole e catrame
dentro i palazzi      nei condomini       si spengono
lampadine e lampioni

i sogni strappati al sonno riemergono a brandelli
come pelle ustionata dal sole mentre la città riprende
il suo rito abituale

nella piazza cresce l’usuale chiasso dei motori
dentro il vociare di lingue e di suoni lontani

inizia così una nuova giornata
e le voci ammaestrate del ‘buongiorno’
si lasciano ammaestrare dai rumori della vita

sotto il segno solare del Leone dentro i colori del giorno

 

 

 

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se la vita arriva da un buco nero la cui materia è il vuoto
se la misura del tempo è l’infinito       se notte e giorno non hanno
fine nel loro perenne avanzare e nel tempo si ripetono in una
stanca continuità

se il noi che non ritrovi è solo un’orma delebile sul marciapiede
e la tua mano non può più scivolare nel palmo di un’altra mano
ricorda che dalla vita hai sempre ritagliato pezzi di libertà
fette di gioia e d’amore da vivere o masticare

 

 

 

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Fotografia di Dino Ignani.