Sigal Ben Yair è nata a Haifa nel 1970. Ha studiato archeologia e letterature comparate presso l’Università di Haifa. Vive tuttora nella sua città natale, ha due figlie e lavora come grafica e segretaria. Dopo aver pubblicato le sue poesie su riviste letterarie israeliane di grande prestigio, nel 2011 è uscito il suo primo libro, “Lo me‘udan” (“Non raffinato”), cui ha fatto seguito, nel 2014, la raccolta “En edut” (“Nessuna testimonianza”). Sigal Ben Yair è considerata una delle voci più interessanti e influenti della poesia israeliana contemporanea. I suoi versi, infatti, toccano in maniera diretta e potente aspetti delicati della realtà odierna, quali le difficoltà economiche e la frustrazione lavorativa.
John Ashbery (1927-2017) è stato uno dei maggiori poeti postmoderni di lingua inglese. Nato a Rochester, New York, dopo gli studi a Harvard e alla Columbia University è vissuto per anni in Francia. Da forme aperte ma ancora soggette a convenzioni tradizionali è approdato a espressioni oniriche e complesse, sostenute da un'ispirazione poetica che non ha mai conosciuto interruzioni. Per la sua vasta produzione poetica ha ricevuto tutti i più importanti premi letterari americani.
Damiano Abeni (1956) è nato a Brescia. Epidemiologo per formazione, traduce poesia americana da oltre quarant’anni. È la voce italiana di Lawrence Ferlinghetti, Mark Strand, John Ashbery e Charles Wright. Cittadino onorario per meriti culturali di Tucson e Baltimora, vive a Roma.
Luisa Fernanda Trujillo Amaya (Bogotà, 1960) è poeta e docente universitaria. Insegna Creazione Letteraria all’Università Centrale di Bogotá. Ha scritto tre libri di poesia: De soslayo, prendada, pubblicato dalla “Fundación Palabra a Tiempo” nel 2010; Trazo en sesgo la noche, uscito nella Collana “Un libro por centavos” dell’Università Externado de Colombia nel 2012 e En tierra, el pájaro olvida cantar (tradotto in italiano da Emilio Coco, con il titolo A terra, l’uccello dimentica di cantare, Raffaelli Editore, Rimini, 2016). Poeta invitata al Festival Internazionale di Poesia di Bogotá nel 2013 e al Festival Internazionale di Poesia PoeMaRío Barranquilla, nel 2014 e nel 2015. Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese e italiano e sono apparse in riviste e magazine in Colombia, Messico, Spagna, Italia e Bolivia. Figura in antologie pubblicate in Spagna, Italia e Colombia.
Etel Adnan nasce nel 1925 a Beirut in Libano, dove trascorre l’infanzia e dove intraprende un percorso di studi nelle scuole francesi. Trasferitasi a Parigi studia filosofia alla Sorbona. Nel gennaio 1955 si reca negli Stati Uniti per seguire gli studi post lauream in filosofia presso le università di Berkeley e di Harvard. Insegna filosofia dal 1958 al 1972 presso il Dominican College di San Rafael (California). In questi anni matura una profonda riflessione sulla storia contemporanea, in particolare sulle guerre di Algeria e del Vietnam, e sperimenta oltre alla scrittura anche le arti visive, in particolare la pittura.Nel 1972 torna a Beirut dove rimane fino al 1976 lavorando come redattrice per le pagine culturali dei quotidiani Al Safa e L’Orient le Jour. Nel 1977 pubblica a Parigi il romanzo Sitt Marie-Rose vincendo il premio “France-Pays Arabes”: il volume viene tradotto in più di dieci lingue e diventa un classico internazionale della letteratura di guerra. Nello stesso anno si stabilisce in California, a Sausalito. Sul finire degli anni Settanta scrive testi per due documentari realizzati da Jocelyne Saab sulla guerra civile in Libano, che sono trasmessi in diversi paesi d’Europa e in Giappone.
Ha scritto diverse opere di poesia diffuse e tradotte in tutto il mondo, tra cui: Moonshots (1966), Five Senses for One Death (1971), L’Apocalypse Arabe (scritta nel 1980 in francese e nel 1989 in inglese), Pablo Neruda is a Banana Tree (1982), From A to Z (1982), The Indian Never Had a Horse and Other poems (1985), The Spring flowers own and The manifestations of the Voyage (1990), Paris, When it’s Naked (1993) e There (1997). Le sue ultime opere di poesia sono Seasons (2008), Sea and Fog (2012), Night (2016). Diverse sue poesie sono state messe in musica. Adnan ha scritto anche due opere teatrali: Comme un arbre de Noël (sulla guerra del Golfo) e L’actrice (rappresentata a Parigi nel 1999). È attualmente ritenuta una delle scrittrici più significative della diaspora araba. Per approfondimenti: http://www.eteladnan.com/
John Ashbery (Rochester, 1927) è considerato il massimo esponente della scuola poetica newyorkese. Autore di oltre venti libri di poesia, è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Pulitzer, il National Book Award, il Premio Bollingen e il riconoscimento dell'Accademia dei Lincei; è stato il primo poeta di lingua inglese a vincere il Grand Prix de Biennales Internationales de Poésie di Bruxelles e, nel 1992, ha vinto il Premio Feltrinelli per la poesia internazionale. Professore di letteratura al Bard College, vive tra New York e Hudson. Il suo primo libro pubblicato in Italia fu Autoritratto in uno specchio convesso (Milano, Garzanti, 1983), con un'introduzione di Giovanni Giudici e traduzione di Aldo Busi e per il quale Ashbery ricevette il Pulitzer Prize, il National Book Award e il National Book Critics Award.In italiano sono attualmente reperibili i volumi Un mondo che non può essere migliore. Poesie scelte 1956-2007 (traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan; Roma, Luca Sossella editore, 2008), Fiumi di ali (traduzione di Damiano Abeni e Marco Giovenale; Brescia, L'Obliquio, 2007), Syringa e altre poesie (traduzione di Edoardo Albinati; Roma, Il labirinto, 1999)
Perché l’amore tocchi terra è indispensabile affondare le mani nel terreno, spaccare a piene mani con generosità ogni zolla,...
L’ulcera nello sguardo, Alexis Traianos [1] Un’ulcera [2] soltanto nello sguardo [3] respira La città [4] inghiottita [5]...
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