• Chi siamo
  • Contattaci
  • Termini e condizioni
  • Disclaimer
Trimestrale di letteratura, poesia e scrittura
  • Poesia italiana
    • Inediti
    • Editi
    • Saggi sulla poesia contemporanea
  • Poesia estera
  • Traduzioni
  • Interviste
  • Recensioni
  • Rubriche
    • Coagvla
    • Gloxa
    • Legión etérea
    • Parole all’orlo
    • Rimbaud Vuelve a Casa
    • L’ago del mondo in me
    • Visuale sul 900
    • Comics by J. Peters
  • International
    • International – Anteprima
    • International – Vecchi numeri
    • Linee guida – Guidelines
  • Phronein
    • Phronein – Anteprima
    • Phronein – Vecchi numeri
  • Borgopoesia
  • Anteprima
  • Indici e Numeri 1-100
  • Abbonamenti
Tutti
  • Recensioni
  • Saggi sulla poesia contemporanea
  • Teoria della poesia
Casuale
  • Ultimi
  • Vecchi
  • Casuale
  • A to Z

Critica

Recensioni

Fabio Franzin “Corpo dea realtà – corpo della realtà” (puntacapo editore) – Lettura di Piergiorgio Viti

FRANZINCOPFabio Franzin "Corpo dea realtà - corpo della realtà"
(Puntacapo editore)



Lettura di Piergiorgio Viti



Esco di casa dopo aver visto lo struggente “Sorry we missed you” di Ken Loach e mi torna in mente “Corpo dea realtà - Corpo della realtà” (Puntoacapo editore) dell’ottimo Fabio Franzin, letto meno di un mese fa. Il libro, già vincitore del V premio Fortini, e il film sembrano viaggiare su binari paralleli: la precarietà esistenziale e la disgregazione dei rapporti umani, schiacciate entrambe dalle coercitive regole del mondo del lavoro. Sì, quel lavoro che logora, consuma, che sembra in grado di annullare persino la vita stessa dell’autore veneto, classe 1963, poeta-operaio come lo fu, a suo tempo, Luigi Di Ruscio, il quale per anni lavorò in una fabbrica di chiodi in Norvegia. La dura condizione lavorativa, già ampiamente trattata da Franzin nelle precedenti sillogi, come per esempio in “Fabrica” (a quando una ristampa?) assume sempre di più i connotati di un Purgatorio dove la natura umana è continuamente violata. Alla crisi economica, sociale, antropologica non si può che opporre però una sterile resistenza, per cui “Scrivere è cancellare”: al poeta rimangono soltanto le parole, le poche parole “per resistere/, per rimanere a galla nel fondale della storia.”. Paradigma di questa strenua resistenza è il testo “Partigiano della terra”, tra i più notevoli; in una vasta area in cui sorge il centro commerciale di Marcon, l’autore nota l’unica casa contadina rimasta; il “partigiano della terra” , fra mega supermarket, outlet, parcheggi e rotonde, mai arresosi al cancro della speculazione, è lì che continua a vivere la sua vita semplice, arcaica, tuttavia forse per questo più autentica. La condizione da “sopravvissuto” fa dire a Franzin, in una chiusa-manifesto pregna di umana compassione, che “mi sento fratello/ di quest’ultimo partigiano della terra”.
Poesia italianaRecensioni

Isabella Bignozzi, Le stelle sopra Rabbah

Isabella Bignozzi Le stelle sopra Rabbah Transeuropa, 2021 . Una poesia d’esordio fatta di paesaggi e pensieri, attenta a restituirne...
screenshot.7
Recensioni

Bernardo Pacini – “Cos’è il rosso” (da Atelier nr. 73)

screenshot.7

CriticaPoesia italianaRecensioni

Gianfranco Lauretano, “Questo spentoevo” (Graphe.it, 2024)

«Questo spentoevo sta finendo» scrive Gianfranco Lauretano. Si riferisce alla nostra epoca scialba, dominata dal perbenismo e avente come risposte...
CriticaPoesia italianaRecensioni

Il crollo del ponte, Ponti sdarrupatu, di Alfredo Panetta

Alfredo Panetta Ponti sdarrupatu Il crollo del ponte Passigli, 2021 . L’ultima silloge di Alfredo Panetta si apre con una...
CriticaPoesia italiana

L’impero della parola liquida: la poesia civile tra il testamento di Pasolini e il naufragio del contemporaneo

  Nel saggio pubblicato su L’anello critico nel 2025, Luca Ariano si interroga sulla contemporaneità della poesia civile, muovendo fin...
CoagvlaCriticaPoesia italiana

COAGVLA IV – Isacco Turina, “Non come luce” (Terra d’ulivi Edizioni, 2022)

Contrariamente a quanto esposto altrove[1], non riteniamo che sia argomento di interesse una speculazione ideologicamente orientata; al contrario, è nostra...
Recensioni

Renato Fiorito, Andromeda, Giuliano Ladolfi Editore, 2017. Lettura di Giovanni Pistoia

FIORITORenato Fiorito, Andromeda, Giuliano Ladolfi Editore, 2017

Sul limitar del cielo il canto quiete
Lettura di Giovanni Pistoia

È breve il tempo della nostra vita
ma quando la favilla più non brucia
risplende ancora la brace che l’accese.
R. Fiorito


Poesia colta, versi felpati, tensione lirica, considerazioni filosofiche, religiose o, comunque, spirituali. Narrazione poetica dall’andamento pacato, come un silenzioso calpestio di sentieri. Sul limitar del cielo, ai confini pericolosi e affascinanti dell’esistenza, il canto quieto di Renato Fiorito. Uno sguardo alle stelle oltre le stelle, un perdersi nel cosmo dei misteri, un ritrovarsi nel più piccolo dei semi, nel più invisibile dei batteri. L’io lirico del poeta si manifesta sin dai primi versi, netti, chiari, perentori: scintilla di un attimo, attento e dignitoso verso l’infinito sconosciuto; cenere certo ma non prima d’essere uomo; frammento di tempo, materia e spirito, energia e sostanza di cielo:

Sul limitare del cielo, / io, scintilla di un attimo, / canto l’infinito. / Guardo l’eterno / e prima di essere cenere / misuro da questo / la mia grandezza / e la mia miseria. / Infinite galassie, / origine e fine della creazione, / dimorano nella mente. / Intuisco mondi paralleli / di cui non so nulla. / Vedo la fatica dei padri, / le lotte e le sconfitte, / e so che tutto è avvenuto / perché io esistessi.

Poesia italianaRecensioni

“Pomeriggi perduti” di Michele Nigro

Michele Nigro Pomeriggi perduti Introduzione di Stefano Serri Kolibris, 2019 ‘Interpretarci nel mondo’ è il titolo della bella introduzione di...
© Fotografia apparsa in "Avvenire"
CriticaEditiPoesia italiana

“Il caso Turoldo” di Davide Toffoli, (Ladolfi, 2021)

Due occhi che puntavano come spade, così come fa la dolcezza più tagliente. David Maria Turoldo, il poeta prete “rosso”,...
Carica altro

Ultimi articoli pubblicati

  • Daniela Attanasio, “Il tempo non nasce e non muore” (Vallecchi Firenze, 2026) — Anteprima editoriale
  • Cent’anni di Ingeborg Bachmann. La parola come ascia di spietata conoscenza
  • Giovanni Laera, “Creanza” (Marco Saya, 2026)
  • La cattedrale di pietra viva: Rilke e Rodin, il dogma di scolpire il vuoto
  • Valerio Grutt, “Rudere Occidente” (Mar dei Sargassi, 2026) — Anteprima editoriale

Commenti recenti

  1. Elena Deserventi: “Fiore di malva”, con commento di Armando Saveriano – Versipelle su Lucia Triolo – Inediti
  2. F. Giordano su «Atelier» - Mario Fresa su Bestia divina, o lo stordimento della rivelazione. (di Federica Giordano)
  3. GIUSEPPINA LESA su AVVISO IMPORTANTE
  • Chi siamo
  • Contattaci
  • Termini e condizioni
  • Disclaimer
  • Poesia italiana
    • Inediti
    • Editi
    • Saggi sulla poesia contemporanea
  • Poesia estera
  • Traduzioni
  • Interviste
  • Recensioni
  • Rubriche
    • Coagvla
    • Gloxa
    • Legión etérea
    • Parole all’orlo
    • Rimbaud Vuelve a Casa
    • L’ago del mondo in me
    • Visuale sul 900
    • Comics by J. Peters
  • International
    • International – Anteprima
    • International – Vecchi numeri
    • Linee guida – Guidelines
  • Phronein
    • Phronein – Anteprima
    • Phronein – Vecchi numeri
  • Borgopoesia
  • Anteprima
  • Indici e Numeri 1-100
  • Abbonamenti
Iniziare a digitare per vedere i risultati o premere ESC per chiudere
Inediti Silvia Patrizio sarah talita silvestri atelierpoesia traduzioni
Visualizza tutti i risultati