Más allá todavia, Più oltre ancora H. R. Vargas Delta3 edizioni, Avellino 2021 di Carlo di Legge Avviene naturalmente: come...
Diario amoroso senza date – Fotoromanzo poetico di Antonio Nazzaro e Eleonora Buselli (Edizioni Carpa Koi, 2021) di Daniele Costantini...
La regola nel mondo d’amore e vuoto, ovvero della virgo cruenta. Si percepisce una tensione definitoria nel canto di...
Giuseppe Ferrara Raccolta differenziata Interno Libri Edizioni, 2021 pp.128, euro 15,00 Scienziato prestato alla poesia o invece, con tardiva scoperta,...
Una favola teatrale A cura di Antonio Fiori La bambina dai capelli rossi, L’altra bambina, Canzoni di culla, L’uomo...
Marian Drăghici si distingue nella lirica contemporanea per l’audace tentativo di scrivere il “Libro della sua vita”, sempre rivisto, levigato,...
Con “In principio era la paura” il partenopeo Emanuele Canzaniello si addentra nei territori inesplorati di un sentimento acuto e...
A cura di Daniele Maria Pegorari Nella sua antologia della Poesia civile e politica dell’Italia del Novecento (2011) Ernesto Galli...
Antonella Vairano “Il mondo s’è fatto male”(CSA editrice, 2019)
Lettura di Clery Celeste
La scrittura di Antonella Vairano è un tamburo che batte costante. Non si ferma, non cede neanche per un attimo a mancare il ritmo. Il mondo s’è fatto male è un libro in cui potete leggere le poesie una di seguito all’altra, i versi spesso raggruppati per sezioni di due paiono dare una parvenza di leggerezza alla pagina, sembra arieggiata, lo spazio vuoto tenta di farvi respirare. In realtà a un certo punto sarete costretti a fermarvi, a fare marcia indietro, a ritornare sui testi. La Vairano è calibrata: vi trascina in un mondo che si è fatto male gradino per gradino, sentite la pesantezza della scala solo a un certo punto e vi chiedete come ci siete arrivati. Eppure non vi sembrava di esser scesi tanto.
Questa di Antonella Vairano è una poesia rivolta a un voi, c’è sempre un destinatario espresso nel testo, quasi per una necessità alla vocazione intesa come chiamata, come chiamata necessaria e ultima. La disperazione c’è ma è nel tono dei testi, come se attraverso la parola poetica ci fosse la necessità di una ultima chiamata al bene, di un ultimo grido possibile. “Guardate/ o non guardate/ che nasco figli/ di un cielo bianco./ Ora andate./ Voltatevi/ o non voltatevi/ a vedermi sparire/ con il coltello nell'osso temporale.”










