Proprio da questo numero «Atelier» torna ad ampliare lo spazio di saggistica e poesia.
L’obiettivo è instaurare una nuova dialettica tra i due momenti, seguendo la scia di lavori fondamentali sulla nostra poesia ormai da rileggere attentamente, come i due saggi pubblicati da Mimmo Cangiano sotto il titolo “Precondizioni interpretative o Nonostante la crisi (Note su alcuni poeti nati negli Anni Settanta)” e ospitati proprio su «Atelier» ai numeri 54 e 59 dal 2009 al 2010. Ad esempio, si potrebbe ripartire da queste parole, scritte prima di tante altre: «Manca il Libro. La generazione poetica nata fra lla fine degli Anni Sessanta e l’inizio degli Anni Ottanta è incapace a riconoscersi attorno ad un autore, ad un volume, capace di dettare linee di tendenza condivise. La frammentazione che ne consegue rende automaticamente possibile qualsiasi linea di poesia senza che nessuna riesca a prevalere sull’altra: gli ultimi quindici anni di poesia non hanno nome (se non, appunto, “crisi”, frammentarietà”, “molteplicità”), il bailamme creativo rende possibile qualsiasi tipo di esperienza, ma, ed è un punto decisivo che però ora non si ha lo spazio per trattare, nessuna di queste assurge al rango di Novità. L’orizzontalizzazione della tradizione equipara quest’ultima ad un magazzino da cui attingere a piene mani, senza che questa operazione si configuri come dialettica, ma sempre invece come dialogica, e il dialogo, lo insegna Bachtin, esclude le gerarchie che sono indispensabili alla simbolizzazione, cioè alla comprensione».
Una buona etica da rivista militante prevede che, nell’intento di darsi un’identità critico-poetica, si proceda a un sondaggio preventivo del terreno su cui si vuole seminare. Investigazioni riguardo gli autori che ci stimolano a un dibattito più alto e sostanziale dovrebbero essere la premessa di ogni buona e solida edificazione. Questi tentativi, pur nel loro carattere imperfetto e provvisorio, finiranno forse per innescare quel pluralismo critico in grado al contempo di diversificare e decidere anche all’interno del panorama editoriale odierno.
A tale scopo, dopo il tema sociologico e generazionale del precedente numero, ora il dossier curato dai nostri redattori Tommaso Di Dio e Carmen Gallo è dedicato, come illustra il titolo, ai Nuovi anfibi. Prosa e poesia alla prova di nuove ibridazioni con testi e interviste ad Alessandro Broggi, Simone Burratti, Luciano Mazziotta, Jacopo Ramonda e un’accurata presentazione ad opera dei due curatori.
Inoltre, «Atelier» inaugura anche una rubrica aperta di critica militante, “Tremila parole per la poesia”, che ospiterà contributi teorici e critici in formato minore rispetto ai nostri dossier, ma riguardanti sempre l’attuale campo letterario ed autori non esordienti, cioè poeti in via di definizione o di identità già definita (…)
INDICE DEI CONTENUTI (Atelier nr. 75; Settembre 2014)
Editoriale
5 – Il tempo dell’impegno
Giuliano Ladolfi
8 – In questo numero
Guido Mattia Gallerani
Dossier
a cura di Tommaso Di Dio e Carmen Gallo
10 – Nuovi anfibi. Prosa e poesia alla prova di nuove ibridazioni
14 – Nuovi anfibi/1 Simone Burrati: testi e intervista
17 – Nuovi anfibi/2 Jacopo Ramonda: testi e intervista
21 – Nuovi anfibi/3 Luciano Mazziotta: testi e intervista
27 – Nuovi anfibi/4 Alessandro Broggi: testi e intervista
Tremila parole per la poesia. Una rubrica aperta
di critica militante
39 – Lirica e Legge. Riflessione da “Tribunale della mente” di Corrado Benigni
Guido Mattia Gallerani
46 – Di un parlare indurito. “Da una crepa” di Elisa Biagini
Lorenzo Mari
Saggi
53 – La mistica negativa nella prima produzione in prosa e
nella poetica di Cristina Campo (prima parte)
Laura Marino
Voci
Andrea Gibellini: “Le regole del viaggio”
72 – Presentazione di Elisa Vignali
75 – Testi
Cristiano Poletti: “Nel giro di poco”
85 – Presentazione di Corrado Benigni
86 – Testi
Letture
91 – Nicola Bultrini,”La specie dominante”
Francesco Iannone
92 – Chandra Livia Candiani: “La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore”
Giovanna Rosadini
93 – Lorenzo Mari: “Nel debito di affiliazione”
Elisa Vignali
95 – Giuseppe Nibali: “Come dio su tre croci”
Fabrizio Sinisi
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