Rocco Scotellaro, “Tu sola sei vera. Poesie scelte” (Interno Poesia, 2024) – Anteprima editoriale

Curatela di Franco Arminio

È calda così la malva

 

È rimasto l’odore
della tua carne nel mio letto.
È calda così la malva
che ci teniamo ad essiccare
per i dolori dell’inverno.

 

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Fra me e te
voglio piantare un frutteto.
Con le tue braccia intreccerò una vite
e quando la pioggia verrà
non ti lascerò sola,
appena il sole sarà alto
ti canterò nelle vene.
Ogni sera verrò a bere
ai tuoi grappoli,
poi l’alba verrà.

 

*

 

La mia bella patria

 

Io sono un filo d’erba
un filo d’erba che trema.
E la mia Patria è dove l’erba trema.
Un alito può trapiantare
il mio seme lontano.

 

 

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«Queste sono poesie ancora fresche e vanno lette come tali, senza pensare a quello che si è detto e scritto di Rocco, senza pensare alla sua vita e alla sua morte, ma facendo attenzione a quello che ci balza agli occhi all’improvviso, a quello che ci sorprende. Il poeta di Tricarico, almeno nelle poesie, non è un opinionista, non fa discorsi, esprime con una voce tutta sua la propria scontentezza o il proprio ardore. In certi momenti amorosi si sente Sandro Penna ma anche Kavafis o Ritsos. Spesso parla di luoghi, è un poeta attento alla geografia, oltre che ai contadini, ai padri, all’eterno tema della morte, da sempre caro ai poeti lucani: da Orazio a Sinisgalli. Non ci sono troppi rovelli ermetici, è un poeta naturale, non sa mai di libri, ma di terra, la sua poesia non è colta e non è neppure semplice, ingenua, è una poesia che ha la grazia delle anime che tengono assieme inquietudine e generosità, la spina del proprio dolore e lo sguardo sempre rivolto ai luoghi, alle persone. Scotellaro raramente è proteso a fare esercizi di virtuosismo con la lingua.»

 

Dall’incipit introduzione di Franco Arminio a Tu sola sei vera. Poesie scelte di Rocco Scotellaro (Interno Poesia Editore, 2023).

 

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Rocco Scotellaro (Matera, 1923 – Napoli, 1953) fu poeta, giornalista, narratore e uomo politico. La Lucania è al centro sia delle raccolte poetiche È fatto giorno (Mondadori, 1954 – Premio Viareggio) e Margherite e rosolacci (Mondadori, 1978), che dei romanzi incompiuti Contadini del Sud (Laterza, 1954 – Premio San Pellegrino) e L’uva puttanella (Laterza, 1955). Impegnato come sindaco di Tricarico dal 1946, fu poi costretto a dimettersi dopo l’esperienza del carcere, seguita alle ingiuste accuse di concussione, nel 1950. Visse poi a Roma e infine a Portici, Napoli, dove morì colpito da infarto a soli trent’anni. La sua vicenda umana e letteraria fu influenzata dalle amicizie con Manlio Rossi-Doria e Carlo Levi, curatore di alcune delle sue opere postume.

 

Franco Arminio è nato nel 1960 a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente, dove vive tuttora. Ha pubblicato una trentina di libri, che hanno raggiunto decine di migliaia di lettori. Tra i tanti: Viaggio nel cratere (Sironi), Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza), Terracarne (Mondadori), Cartoline dai morti (Nottetempo), Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori), Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere), La cura dello sguardo (Bompiani), Lettera a chi non c’era (Bompiani), Studi sull’amore (Einaudi), Sacro minore (Einaudi). Come “paesologo” ha ideato nel 2012 il festival La luna e i calanchi, evento di cui è direttore artistico e che si svolge ogni anno ad Aliano (Mt), con migliaia di partecipanti da tutta Italia. Nel 2014 ha creato e tuttora porta avanti la Casa della Paesologia a Bisaccia. Ha collaborato e collabora con vari giornali, tra cui Il Corriere della Sera, L’espresso, Il Fatto quotidiano e Il Mattino. Sul suo lavoro Rai 3 ha realizzato due puntate del programma Che ci faccio qui di Domenico Iannacone. Ha vinto vari premi, tra cui il Premio Dedalus e il premio Gorky con Cartoline dai morti, il premio Volponi e Carlo Levi con Terracarne, il Premio Brancati con Cedi la strada agli alberi. Nel 2021 ha vinto il Premio Napoli alla cultura. Come osservatore di luoghi collabora con il Touring Club e con National Geographic. Si occupa anche di documentari e fotografia. Tra i vari lavori, ha realizzato con Davide Ferrario Nuovo Cinema Paralitico (uscito nel 2020).