Screenshot

Riccardo Delfino — Inediti

 

Riccardo Delfino nasce a Roma. È arbitro nazionale di calcio a 11, laureato magistrale in Filosofia delle Neuroscienze presso l’Università Roma Tre e studente di Intelligenza Artificiale Applicata al Business presso la Luiss Business School di Roma. È autore delle opere “Il sorriso adolescente dei  morti” (RP Libri) e “Versicidio” (Terra d’Ulivi Edizioni). 

 

 

 

*        *        *

 

 

Oscillare tra l’unico e il molteplice, 
consegnando il baricentro allo sconfinato 
scivolamento, o a una sola persona; 
così, timidamente o con un atto di violenza,
la vita idealizza la vita dissacrandosi 
in atto famelico o d’amore;
Ma la crasi è metafisica: e un errore 
immenso sarebbe confondere il piano 
del desiderio con quello del senso.

È povera una vita a decifrare il fine, 
uno spreco, che se a quello la morte 
è sempre risposta tanto vale giocare
a un altro alfabeto.
Ma povera non è mai l’incandescenza 
del desiderio quando viene o non viene 
negato: gli occhi suoi sul mio letto crinale,
implorarmi una pietà preverbale.

 

 

 

*

 

Così nella nostra estate dialogica 
arretro i confini del mio amore.
Proteggendoti da tutta la bellezza
che di te porto dentro – casa mia -;
convertendo, con fatica,
ogni mia tristezza in malinconia.

 

 

 

*

 

 

Nella mia forma di autismo e protezione
e per il mio dolce bene, io mi lascio oggi fare e disfare.
Ma la stagnazione mortifica più del dolore, 
e per questo ti ho lasciato, quasi per intero, le coordinate
della mia atmosfera mentale.

L’uso è a tua discrezione: so che non puoi 
amare; e so anche che dove finisce la tua libertà 
comincia il mio dolore.

Ma che la tristezza della rinuncia
mi resti lontana, chiusa a chiave in una stanza: 
qui solo resti la felice disperazione 
di avere, eterna in me, la tua mancanza.

 

 

 

*        *        *

 

© Fotografia di proprietà dell’autore.