Luca Minola — Inediti

 

Luca Minola è nato a Bergamo nel 1985. Ha pubblicato con F.M. Tipaldi la raccolta Il sentimento dei vitelli (EDB Edizioni, 2012), Premio Maconi Giovani 2013. Nel 2017 è uscito il suo libro Pressioni per l’editore LietoColle. Nel 2022 esce il suo secondo libro, Qui un amore e l’altro, per Taut Editori. Nel 2020 una selezione di sue poesie è uscita nell’antologia “Planetaria. 27 poeti del mondo nati dopo il 1985” a cura di Massimo Dagnino e Alberto Pellegatta (Taut Editori).

 

 

 

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Tempo prima degli dei. Tempo prima del mare. Tempo che include le montagne e le parole.
Le parole senza una nave. E una gioia sentita oltre il capezzolo toccato.
Sei tu, peso d’anima, peso che combacia alle aspirazioni di ognuno.
Senza, non potresti nemmeno parlare.
Senza, anche gli oggetti portano al cielo.
Questo è il tempo che aspettano le ombre e i terrazzi del nostro piccolo centro. Un paese.

 

 

 

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Le rose 

 

C’erano tutti questi cani stupendi e le rose.
C’erano quattro levrieri e le rose.
E poi un fiato, un cielo mai esistito, noi e le rose.
Quando tornerai tutti gli alberi saranno cresciuti in maniera energica e precisa.
C’erano tutti questi cani stupendi e le rose.
C’erano quattro levrieri e le rose.

 

 

 

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Resiste quel calore che dura ogni estate. Poi scompare. Finisce poco prima di settembre.
Calore e attesa sono feconde e tramano.
Per ora le uniche pareti. Le notti calde. Le notti mature.
Per ora il respiro di una bambina, corpo notturno, primo letto.

 

 

 

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La barba di Tolstoj

 

(quando tornerai Anna, ogni cosa sarà diventata un’altra. Ogni vita sarà stata vissuta, ogni temporale ascoltato in accumuli di silenzio sarà passato goccia a goccia).

Questa passione: il tradimento. Il tradimento delle due strade, dell’immagine, della società più nuova.

 

 

 

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I vestiti sono più nuovi. Ho finito di leggere un libro, fino alla fine parla di te. La solitudine dei protagonisti, essere usati, portare alla luce tutte quelle finestre che guardano spesso l’autore. Non mi serve nessuna prova, non mi serve il bene o la misura dell’uomo. 

Guardiamo l’albero, foglie sempre più spesse e brillanti.

 

 

 

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© Fotografia di Marta Brambilla.