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Poesia estera

Amiri Baraka 2787374b
Poesia estera

Amiri Baraka – “X” (Traduzione di Marco Bini)

Amiri Baraka 2787374bAmiri Baraka (aka LeRoi Jones), Newark 1934, ivi 2014; Autore di oltre 50 libri di poesia, saggistica, drammaturgie, storia della musica e critica. Figura chiave del movimento Beat a metà degli anni '50 e attivista politico: è noto inoltre per essere stato tra i principali artefici nonché leader del "Black Arts Movement" creato nel 1965 col sostegno del "Black Arts Repertory Theater/School di Harlem (New York). Si è spento all'età di 79 anni il 9 Gennaio 2014. Questa e  I liked us better, si ritiene siano  le ultime due sue poesie pubblicate, entrambe contenute nell'Antologia Stand Our Ground (FreedomSeedPres, Philadelphia, 2013) curata dal poeta ed attivista Ewuare X. Osayande. A lui vanno i nostri ringraziamenti per la possibilità di pubblicare questo testo mai apparso in altra lingua se non quella originale e solo negli USA.

Poesia esteraTraduzioni

Durs Grünbein – Schiuma di quanti, traduzione di Anna Maria Carpi (Anteprima editoriale)

IneditiPoesia esteraTraduzioni

Otàvio Campos, inediti (traduzione di Prisca Agustoni)

IneditiPoesia estera

Efe Duyan – Inediti (trad. di Gerardo Masuccio)

Efe Duyan è nato a Istanbul nel 1981 e ha studiato architettura. È una delle voci più rappresentative della poesia...
CriticaLegión etéreaPoesia esteraTraduzioni

Andrew Marvell: «Occhi e lacrime: così il Tonante, sovente mosso per pietà,/ lì placa il sibilo del lampo»

  Andrew Marvell (Winestead, 1621 – Londra, 1678) è uno dei poeti più enigmatici della scuola seicentesca dei Metafisici inglesi....
CriticaPoesia estera

Ghiannis Ritsos, “Le più belle poesie” (Crocetti editore, 2024)

È uscita per Crocetti editore, nell’aprile del 2024, una scelta antologica di alcune tra le poesie più belle di Ghiannis...
Poesia esteraRimbaud Vuelve a CasaTraduzioni

Rimbaud Vuelve a Casa #2: «Être palestinien», poesie di Ashraf Fayad

Ashraf Fayad è nato a Gaza nel 1980. Ha lasciato la sua terra natale per stabilirsi in Arabia Saudita. Nel...
SANCHEZ
Poesia estera

Arturo Sánchez – “Blues del perdido” (inedito)

SANCHEZArturo Sánchez è nato a Barcellona nel 1990. Studia letteratura comparata presso la ENS di Lione ed  ha lavorato per la radio France Culture. E' autore di due poemi inediti: Hypnoses, (in francese) e Un incendio en cada oasis (in castigliano). Altri inediti sono  apparsi in web, riviste ed antologie. Dirige la rivista web Palpitatio Lauri assieme al poeta Edgar Campos col quale ha organizzato a Barcellona il festival "Poesia Ya". E' considerato tra i giovani più promettenti della nuova scena poetica spagnola.



Poesia esteraTraduzioni

«Parole all’orlo» – Wallace Stevens

«Parole all’orlo», rubrica di traduzioni a cura di Giovanni Ibello e Mattia Tarantino. Quattro poesie di Wallace Stevens La casa...
Poesia estera

Roy Campbell – Traduzione di Andrea Bianchi

campbellRoy Campbell nasce in Sudafrica nel 1901, viene bocciato all’ammissione di Oxford, poi gioca a fare l’esule in Spagna perché i salotti letterari in UK gli fanno mancare l'aria.
Nella penisola iberica e pentagonale arriva il maltempo quando Campbell si mostra capace di tifare Franco durante la sua permanenza a Toledo durante la guerra civile. D’altronde, dopo essersi fatto terra bruciata attorno mandando a quel paese il patrio establishment (Auden, Woolf, Isherwood) schierarsi per la violenza nera al posto che rossa non costava troppo in termini di reputazione: per impegno, invece, eccome se costava di più.
Per l’eminenza grigia del cosiddetto pensiero conservatore, Roger Scruton, “al tempo che i traditori comunisti si crogiolavano nelle loro belle nicchie del servizio diplomatico lavorando per il fascismo rosso che - per Campbell - era tanto minaccioso per l’Inghilterra quanto il socialismo nazionale alla Hitler; mentre Stephen Spender si era accasato al civil service e Louis MacNeice stava in BBC, l’unica cosa che Campbell potesse fare in segno di protesta era rampognare con fierezza 'la bolsa superbia di Auden, Spender, / e altri di stessa pasta e stesso gender, / che tengono per astuzia il fortino delle lettere per signori / finché verrà il trionfo finale dei veri migliori’”.
Con gente del calibro di Campbell è troppo forte la tentazione di infiorare la vita di aneddoti. Infatti la sua è brevissima, muore (come Svevo) in un incidente d’auto nel 1957 in Portogallo. Ma fa a tempo a vedere estinto il contingente di Bloomsbury coi suoi compañeros.
*
Negli anni spagnoli Campbell si dava allo scavo d’archivio scoprendo le lettere di san Giovanni dalla Croce, del quale (non contento) si mette a tradurre le poesie. Ancora con le parole di Scruton: “Quando morì in un incidente d’auto la sua reputazione era ottima quanto quella degli altri poeti. La sua personalità da diamante grezzo e la sua tessitura verbale senza macchia erano ben accette nell'ambiente letterario di una Londra sottomessa e sottotono. Una volta Campbell salì sullo stesso palco dove si trovava Spender e stava per farci a pugni. Per Evelyn Waugh, era ‘un selvaggio naturale - grande e meraviglioso, semplice e dolce'. Per Laurie Lee era invece ‘uno dei nostri ultimi poeti byroniani, di quelli che stanno prima di ogni tecnologia e si buttano tutti nella ressa, scrittori di liriche squisite e capaci di poesie che siano parte del loto impegno fisico e vitale'. Fu ammirato da Eliot che gli pubblicò il primo libro di poesie: eppure oggi lo si stampa poco, i suoi libri sono introvabili, la sua Londra letteraria è sparita così come si è dissolta la Spagna mistica che Campbell voleva ricostruire (...) Doveva venire qualcuno cresciuto con gli Zulu in Sudafrica per capire che il narcisismo britannico era lo stesso del nichilismo bolscevico in azione nella guerra civile spagnola: entrambi i moti sarebbero passati insieme. L’intuizione di Campbell vale anche oggi: ortodossia leftist e sensualità sibaritica dominano la cultura e ora come allora è rischioso gettarsi a sfregiarle".
*
Su questo punto di morale sarebbe spregevole esporsi. Meglio celebrare Campbell col suo Flaming terrapin, la sua poesia sulla Tartaruga fiammante del 1924, a soli 23 anni. Aveva lasciato il Sudafrica da un quinquennio e ancora lo portava negli occhi.
Al suo sguardo la cricca di Bloomsbury doveva essere insopportabile. Nel 1931 riusciva a castigarla nel poema satirico Giorgiade – per Campbell i vari Auden e Woolf erano letterati da impero, manco degni di rientrare in uno stile dal nome proprio, fin nel nome obbedivano al re regnante di turno. È una satira potente che in un passo dice: “e ora la primavera, che dolce lassativo i treni sotto re Giorgio, quando si affrettano e portano per le arterie la letteratura, / quella di casa nello Stato d’Inghilterra che dischiude le sue porte / ai fanciulli effeminati che suonano il piffero e si scuotono, annoiati, / mentre il trenino li conduce fuori porta per il fine settimana / dove questi spazzini letterati si radunano per masticare roba grassa, a buon pro... / fin qui affluisce la folla abbandonata dall’amore / intellettuali ma senza intelletto / gente senza un sesso i cui sessi si trovano a metà”.
*
Al nostro uomo espatriato dal Sudafrica questi raffinati studiosi dovevano apparire tutti come vulcani, niente di diverso, dei crateri scoppiati in perfetta sincronia col momento quando invece gli introversi cominciano ad avere l’acne e attraversano con lo sguardo le pianure di un altro continente, dove le forme in cielo si confondono e pare di vedere le tartarughe in mezzo alle nuvole, ma avvolte dalle fiamme.


Andrea Bianchi

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