Negli inediti qui raccolti, Giuseppe Conte torna a interrogare quella zona liminare in cui la natura, il mito e l’esperienza dell’uomo sembrano appartenere a un’unica origine. Il mare, la luna, la terra, il fiore non sono presenze decorative, ma forme attraverso cui la realtà continua a suggerirci le domande fondamentali: da dove veniamo, verso quale trasformazione siamo diretti, e che cosa rimane dell’uomo nel passaggio attraverso la morte, la solitudine, l’amore e il sogno?
Tra i testi compaiono Dio e un girasole dal capo chino, forse la «temeraria torcia / di chi scende tra le ombre». Ma se i primi prediligono i toni della contemplazione metafisica, l’ultimo si accende in un grido di ribellione. Di fronte a un presente deturpato da guerre, tirannie e catastrofi ecologiche, la risposta non può che essere un ritorno a ciò che ci rende propriamente umani, per difendere la vita come la poesia.
Valentina Furlotti
* * *
Una domanda
Ho posto una domanda al mare e a Dio
in un breve risveglio questa notte.
Sei tu, fratello barbaro della luna
che dai tuoi crateri, dalle tue grotte
mi mandi i sogni perché possa viaggiare
indietro sino al caos delle origini?
E sei tu, Signore dell’Universo
che ogni volta mi fai addormentare
perché impari sin d’ora come si muore
e come ogni risveglio sia un tornare
in vita, in Te?
*
Girasole
Girasole folle fiore
che di un astro sei rivale
e ritratto, emulo, chi
sei davvero, non puoi dirmelo?
Sei tu il volto di una donna
che troppo amore condanna,
dell’adultera che un dio
migliore ha risparmiato,
un sogno incontaminato
trapiantato sin qui?
C’è qualcosa che vuoi dirci
tenendo il capo chino così?
Le zolle vivono in te
le loro chimere arcane
e irrompono nella luce
prendendo le tue forme profane,
il buio si fa splendore
a furia di alchimia
e tu prezioso, vivido, forse
ti inchini per nostalgia
dell’umido e della tenebra
del nulla da cui veniamo.
Forse sei il prediletto di Persefone,
sei la temeraria torcia
di chi scende tra le ombre,
sei tu che gli illumini il cammino,
o tu con tutti i tuoi fratelli vicino
siete un popolo fiero
di migranti che ha deciso di partire,
che ha appena passato il mare?
Girasole folle fiore
che di un astro sei rivale
e ritratto, emulo, chi
sei davvero, non puoi dirmelo?
*
Lettera a Valentina
Così non sono tra voi, Valentina.
Avrei voluto esserci per leggere
con voi, bere, forse danzare.
Invece sono rimasto qui, in riva al mare.
E ho in gola il sale della solitudine.
Avrei voluto cantare Song
di Allen Ginsberg, te la ricordi?
Under the burden of solitude
under the burden of dissatisfaction
the weight / the weight we carry
is love.
Vi avrei parlato della mia passione
per la libertà e la ribellione,
per una democrazia futura, carnale,
per la lotta contro il Nulla e il Male.
Vi avrei detto: non rassegnatevi. Scrivete.
Il mondo ha perduto la sua antica bellezza,
è vero dopo lo sterminio di Gaza
è vero dopo il mare implasticato
è vero dopo il clima sovvertito,
dopo pandemie, incendi, siccità,
dopo l’avvento di questa nuova età
di barbarie, soprusi, tirannia,
ma voi non rassegnatevi. Insorgete.
La vita è ancora nelle vostre mani.
Amatela come amate la poesia.
Ubriacatevi d’amore e di domani.
Una bellezza nell’anima c’è ancora.
C’è il piangere, il ridere, il godere,
i sogni del futuro, i ricordi di ieri.
C’è il gran cappello bianco, Valentina,
che avevi a Castelmola quella mattina –
o lo vide il mio sguardo annebbiato
dai troppi bicchieri di vino mandorlato?
Sotto il fardello della solitudine
sotto il fardello dell’insoddisfazione
il peso / il peso che noi portiamo
è amore.
Levate le vostre voci. Urlate. Cantate.
È arduo, costa dolore.
Avrei dovuto essere lì con voi
per leggere, insorgere, forse danzare.
Invece sono rimasto qui da solo,
io solo, di fronte al mare.
* * *
Giuseppe Conte (Imperia, 1945), poeta, ha pubblicato raccolte di versi tra cui L’Oceano e il Ragazzo e Ferite e rifioriture (Premio Viareggio), oggi raccolti nell’Oscar Poesie 1983-2015, saggi e libri di viaggio tra cui Terre del mito, e romanzi: da Primavera incendiata a Fedeli d’amore, da Il terzo ufficiale (Premio Hemingway) a La casa delle onde (finalista al Premio Strega) e a L’adultera (Premio Manzoni). Nel 2018 esce per Giunti il romanzo Sesso e apocalisse a Istanbul, nel 2019 I senza cuore, nel 2021 Dante in Love e il saggio Il mito greco e la manutenzione dell’anima. Per Bompiani sono usciti Nessuno può uccidere Medusa (2024) e Della stessa sostanza dei sogni (2026). Traduttore di Shelley, Whitman e D.H. Lawrence, grande viaggiatore, cultore appassionato del mito, è impegnato da decenni nella difesa della natura e nel confronto con il pensiero dell’Oriente e dei mistici dell’Islam. Ha tenuto letture e conferenze in trentatré Paesi del mondo. Ha vissuto per lunghi anni in Francia. Attualmente abita in Riviera.
Valentina Furlotti (Parma, 1993) è laureata in Filosofia e si è specializzata come docente di sostegno. “Fosforescenze” (Interno Libri, 2023), la sua prima raccolta poetica, ha vinto la XXXVI edizione del Premio Camaiore Proposta Vittorio Grotti. Suoi testi compaiono su varie riviste, lit-blog e antologie, tra cui “L’anello critico 2023” (Capire Edizioni, 2024), il nono “Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea” (Raffaelli, 2022), “Secolo donna 2024” (Macabor, 2024) e “Orme di luce. Ricognizione della giovane poesia italiana” (Macabor, 2025). È caporedattrice di Atelier e condirettrice artistica di Vianino in Poesia.
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