Francesco Terzago (1986), vive alla Spezia. Ha pubblicato le raccolte: Bentos (Collana Isola, 2024), Ciberneti (Samuele Editore, 2022) – Selezione del Premio Strega Poesia 2023, Caratteri (Vydia Editore, 2019) – Premio Elena Violani Landi per l’Opera Prima. Nel 2023, ha pubblicato Erbe chimeriche (BS Edizioni, 2023), erbario fantastico illustrato frutto di una residenza letteraria per IoDeposito.
Con i suoi versi è presente in antologie e mappature come: Oltre (Il Saggiatore, 2025), Giorni di Versi, 366 poesie per un anno (Rizzoli, 2024), Poesia dell’Italia Contemporanea (Il Saggiatore, 2023), Mappa immaginaria della poesia italiana (Il Saggiatore, 2021), Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90 Vol. 2 (Interno Poesia, 2020) oltre a Poeti della lontananza (Marco Saya Edizioni, 2015) e Generazione entrante (Ladolfi Editore, 2013).
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Come costruire una diga
Per costruire una diga bisogna mettere pietra
su pietra in equilibrio sfalsato, e ramaglie, con una base
di almeno tre file. Quelle piatte, di ardesia lavorabile
(ma non cedevoli), sono le migliori – per iniziare;
evitate i ristagni perché rendono il fondale fangoso
e causano morie e ingiustizia, non utilizzate vecchie tovaglie
per imbrigliare foglie e soprattutto teli di plastica nera,
indeperibile, tuttalpiù incastrate muschio e bardana
tra le fessure così da rallentare la corrente – o i licheni
sparpagliati al suolo da una raffica:
si insedierà la menta acquatica dopo un mese.
In superficie clasti circolari e mai scivolosi
così da favorire il guado a ogni persona, umana
e non umana – e componete
numerosi rifugi subacquei per granchi e gamberi:
piccole edicole, e templi, e fabbriche inondate.
Non fatelo in solitudine, un lavoro come questo,
ma invitate quelle e quelli a cui stringete
volentieri la mano. Aumentate il livello dell’acqua
ma non strafate, lasciate alla geologia il privilegio
di ogni abisso incolmabile. Incoraggiate l’acqua
a scorrere nella permeabilità e non disturbatene
il sonno spezzandone la superficie con tuffi
o con il lancio dei detriti – se il suo sia poi mai
il sonno. Incoraggiate l’acqua a distribuirsi
senza discontinuità, fatelo con rampe di risalita e i pesci
scorreranno vicino a voi come dardi cromati,
e anatemi per chiunque interrompa la continuità dei
viventi, degli ecosistemi. Rimuovete dal sito i
segni dell’industria:
ogni prodotto in serie il cui deperimento
richieda più anni di quanti servano a voi stessi
per dissolvervi. Comunque, non dimenticate scivoli di ghiaia
e pratici ingressi, così che cinghiali e caprioli
bevano senza sospetto. In certi punti l’acqua sarà più lenta
con rane, gerridi, libellule e le radici rosse del salice tratterranno
mica e pagliuzze d’oro (che non andranno sottratte al torrente).
Dovete rammendare. Operate solo nei luoghi disturbati,
nei pressi di: linee ferroviarie trapuntate d’ailanto,
contrafforti e ponti che incoraggiano l’esuberanza dell’ipomea.
Se avrete svolto correttamente l’incarico la diga scomparirà
con la prima piena.
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La poesia inedita Come costruire una diga è stata protagonista dell’ecoreading annuale nel contesto del Festival Climate Fiction Days 2026, svoltosi a Pistoia dal 17 al 22 marzo.
© Fotografia di Silvia Peveri.


