Franca Alaimo "Vite ordinarie" (Ladolfi Editore)
Lettura a cura di Guglielmo Peralta
“Giovanna amava la musica che fanno certe parole (...): «Rosa za-gra-bien-sis»”.
Siamo agli inizi del romanzo, e il sopraddetto enunciato è il biglietto da visita, la prima tessera che introduce, che dà inizio alla composizione del grande “ritratto” della nostra Autrice. È un dato biografico importante, connotativo, che lascia intuire una propensione, una disposizione dell’anima annunciando, quasi in modo predittivo, la futura passione di Franca Alaimo per la poesia: un amore più avanti dichiarato e che il linguaggio rende manifesto con la carica fortemente espressiva delle sue figurazioni e con le descrizioni minuziose, curate nei minimi particolari, della natura e dei tratti fisici e psicologici dei personaggi. È un dire che scaturisce dalla memoria e che, attraverso i ricordi, evolve in una rete “sinestetica”, in una felice consonanza di percezioni, volizioni, sentimenti, emozioni, che è vita psichica, «esperienza vissuta», nel senso dell’Erlebnis diltheyano, cioè come l’insieme dei contenuti essenziali colti dalla coscienza nel suo fluire e in grado di ampliare l’orizzonte dell’esperienza personale, per acquisire un’esperienza storica, del mondo, e quindi per comprendere le ragioni dell’agire umano, che sono sempre di natura psichica, spirituale.





Maria Zanolli 


Anna Paradisi
Massimiliano Damaggio